Tico Tico brasilirinho em accordeo

economica all'epoca,non ne ho avuto ne il tempo ne l'opportunità. Mio padre era sempre alla ricerca di appalti o di direzione di lavori,che gli permettessero di mandare avanti una famiglia completa con tre ragazzi da educare e crescere..in un 'epoca che, tutto sommato, non era delle migliori, anche se il regime imbottiva accuratamente le testecon slogans e propaganda, per impedire agli italiani di pensare:
1926-27: viene fondata l’Associazione Calcio-Napoli..Giorgio Ascarelli primo presidente, poi una commissione formata dai signori Coppola, Elia, Picchetti Reale e Zingaro.In seguito il presidente fu Nicola Sansanelli. 1927-28: Maggiore Gustavo Zingaro, poi il cav. Emilio Reale 1928-29: On. Giovanni Maresca di Serracapriola, duca della Salandra, poi ritornò Giorgio Ascarelli 1929-30: Giorgio Ascarelli 1930-31: On. Giovanni Maresca di Serracapriola 1931-32: On. Giovanni Maresca di Serracapriola, poi il comm. Eugenio Coppola 1932 fino al 1936: Ing. Vincenzo Savarese
1936 fino al 1940: Com.te Achille Lauro. Dal 15-6-1940 l’Ing. Gaetano Del Pezzo 1940-41: Avv. Tommaso Leonetti 1941-42: Gr. Uff. Luigi Piscitelli 1942-43: comm. Annibale Fienga 1944: dopo l’interruzione per il conflitto mondiale, nel 1944 vengono costituiti a Napoli due Club: la Società Sportiva Calcio Napoli e la Polisportiva Napoli. Nel 1945 i due Club si fondono con la denominazione Associazione Polisportiva Napoli. Nel febbraio 1947 ritorna l’Associazione Calcio Napoli

I sillabari dell'era fascista insistevano soprattutto su due generi di parole: quelle che riguardano la campagna e quelle che riguardano la guerra, perché i bambini crescessero allenati a questa prospettiva. Sui testi scolasti si leggevano anche cose non vere per far si che l’Italia fosse unita e sicura di sè. Ad esempio l'affermazione che l’esercito Italiano, durante la Prima Guerra Mondiate, aveva salvato l'Inghilterra e gli Stati Uniti dal disastro e che Mussolini aveva fatto dell’Italia la prima nazione del mondo.Riporto qui di seguito alcune frasi tratte dai libri di lettura obbligatori in terza elementare: "Sono gli occhi del Duce che vi scrutano. Che cosa sia quello sguardo, nessuno sa dire. E' una fiamma che cerca il vostro cuore per accenderlo d'un fuoco vermiglio. Chi resisterà a quell'occhio ardente armato di frecce? Rassicuratevi : per voi le frecce si mutano in raggi di gioia ......"


La storia di Guido......secondo Lalla
Dopo lo sfollamento, ed un breve periodo napoletano , noi tornammoa vivere in abruzzo , dove Guido ebbe modo di fare tanto sport.....cosi da diventare un fanatico di medeglie e classifiche......ne aveva di tutti i generi...tento' anche una corsa ciclistica.....ma fortunatamente arrivo' ultimo.........vinse perfino una gara con palo della cuccagna nel porto canale di pescara......e si conservo' il premio per anni..consisteva se ricordo bene..in una carta moneta da cinquecento lire.....

Il preside del suo liceo gli perdonava tutte le assenze e cosi' divenne uno dei ragazzi piu' conosciuti della spiaggia per quanto non fosse un tipo molto socievole: campione italiano di nuoto, prima , gareggiando con Buonocore e Pedersoli ( l'attuale attore...Bud Spenser)poi penta-atleta e deca-atleta ..poi sub e pescatore di enormi cernie,poi esperto .subaqueo....... il tutto senza mai tralasciare il pianoforte...e la musica ..per la quale era estremamente dotato, pur non avendo mai studiato musica in modo organico, A questo proposito vale la pena ricordare che incise anche un disco da solo....con una canzone composta da lui......."DIETRO LA TENDA"
.....e poi ....quando fu in rotta di collisione con i suoi genitori, che a ventun anni gli tagliarono i viveri, si mantenne, anche, andando a fare piano bar nei localini di Roma. A QUEL TEMPO MI RICORDO GIRAVA PER LA CAPITALE ....IN ZOCCOLI E CON UNA VECCHIA VESPA.....
La "WaterPolis Pescara"è la squadra di pallanuoto della città di Pescara.Water, Acqua in Inglese, ad indicare l'elemento con il quale abbiamo a che fare ma anche le sfide della modernità, della tecnologia, della globalizzazione Polis, Città in Greco, ad indicare il valore della socializzazione attraverso lo sport, il radicamento sul territorio, il desiderio di essere partecipi della realtà cittadina ma anche la tradizione che noi ci onoriamo di rappresentare nella pallanuoto pescarese.
Cominciamo. Anni ’50. Pescara e il nuoto si conoscono da un pezzo. Il mare li unisce, e pare evidente. Già negli anni ’30 tritoni nati da queste parti avevano trovato di che affermarsi in competizioni nazionali. Gente come Umberto Riccardi, Antonio D’Ercole, Mario Leoni, Evo Di Blasio, Bruno Basile, Walter De Giorni, Dino Cornacchia si erano fatti largo a forza di braccia e gambe, solcando le onde fino al successo, fino alla vittoria nei tornei che l’Italia di quegli anni proponeva e promuoveva.

Per gareggiare, i giovanotti di Porta Nuova e Castellamare Adriatico emigravano all’Aquila, dov’era l’unica piscina della regione.
I ragazzi pescaresi sotto i colori del Gruppo Universitario Fascista e della Gioventù Italiana del Littorio, nuotavano e vincevano, annunciando una città intenzionata a farsi largo in breve tempo in ogni settore.
Anche il fratellino minore la pallanuoto che ormai prendeva a bussare senza più ritegno per vedersi riconosciuto uno spazio, forse presago di quanto avrebbe potuto dare alla città del fiume e del mare.
Anni ’50 dicevamo. Anni importanti.
Nasce tanto per cominciare la prima società pescarese affiliata alla Federazione Italiana Nuoto. Il nome pare ovvio, è Pescara Nuoto. Il merito dell’iniziativa, destinata a rivelarsi assai fortunata, va ad Antonio D’Ercole. Quella Pescara Nuoto scelse come Presidente Lino Vizioli, come D’Ercole grande appassionato di nuoto.
Guido Picchetti, già noto per le sue numerose affermazioni in gare di livello nazionale, atleta dai notevoli mezzi in grado di assicurare alla neonata società attenzioni e consensi, venne a rappresentare la prima “bandiera” della Pescara Nuoto.E poi ci sono i giovani. Anche qui, un po’ di nomi: Alfredo Puccinelli, Angelo Pierangeli, Oscar Pomilio, Rodolfo Villanucci, Claudio Franceschelli, Lino Bonnici, Dante Baldacci, Roberto D’Ercole, Ermanno D’Ercole, Claudio Prandstraller, Luciano Bonnici, Gabriele Pomilio.
Il primo, a buon diritto “storico” incontro, vede la freschissima squadra pescarese opposta (campionato allievi) alla S.S. Lazio, probabilmente la società più titolata dell’epoca. Un vero e proprio battesimo di fuoco e il risultato non poteva che essere segnato: sonorissima sconfitta dei ragazzi dell’Adriatico. E sonorissima sul serio si rileverà: alla fine 21 a 1 per la Lazio. L’unico gol di marca pescarese porta la firma di Gabriele Pomilio: un segno del destino. La seconda partita è quella del debutto nel campionato di promozione. Se contro la Lazio si giocò in mare, contro il Club L’Aquila Nuoto si gioca in una vera e propria piscina. Di fronte ai giovani e ambiziosi ragazzi di Tonino D’Ercole c’è la società leader del movimento natatorio abruzzese. Anche stavolta è facile prevedere una robusta sconfitta di Pomilio e soci.
GUIDO PERDE LE STAFFELe cronache narrano di un incontro assai colorito, a voler usare un eufemismo. I pescaresi partono benissimo, e mettono sotto i ben più titolati aquilani.

È il 1954.
La pallanuoto pescarese spegne la sua prima candelina, e si scopre già ambiziosa; viene ingaggiato come allenatore Sergio Graziani, un grande della pallanuoto fresco di ritiro. Graziani inizia a lavorare, e i risultati si vedono ben presto. I tornei regionali ed interregionali ci vedono protagonisti, non è ancora tempo di vittorie, ma in compenso è già terminato quello delle grandi batoste. Sono anni decisivi, questi, per la crescita della pallanuoto a Pescara, nasce un buon vivaio, questo sport comincia a far breccia nei cuori dei giovani pescaresi. Grossi cambiamenti sono però in vista al vertice della Pescara Nuoto. La società nata nel 1950 passa sotto il segno della Libertas. Graziani se ne va; si trasferisce all’Aquila, dove fornirà il suo contributo all’affermarsi del rugby. D’Ercole torna ad allenare la Pescara Nuoto. Gli ultimi anni ’50 e i primi ’60 non sono particolarmente favorevoli alla pallanuoto pescarese, dopo i buoni risultati ottenuti sotto la gestione Graziani.Da ricordare però che in questo periodo, vede la luce la prima piscina pescarese. È la Pinalba, ed è scoperta, i ragazzi della Pescara Nuoto utilizzeranno il nuovo impianto, pur continuando i consueti allenamenti in mare. La pallanuoto conosce addirittura un periodo di sospensione; non ci sono soldi, e chi ne fa le spese e proprio il fratellino minore del nuoto.
Gabriele Pomilio certo non si arrende: se non può giocare a casa sua, può farlo altrove. Viene ingaggiato dalla Roma Nuoto, dove resta fino al ’61.

La Pescara Nuoto cambia nuovamente; l’affiliazione con il Centro nazionale sportivo Libertas è completa, ora la nuova denominazione è Libertas Pescara Nuoto. Cambia pure il vertice societario; i vecchi giocatori si trasformano in dirigenti, portano il loro contributo di entusiasmo e di amore per questo sport.
Il 1968 è dunque anno di grande importanza, capitolo fondamentale della storia che stiamo raccontando. Gabriele Pomilio prende decisamente in mano le sorti del settore pallanuoto, anche come allenatore.
In poche stagioni, prima da solo, poi con un ex nazionale come Maurizio Mannelli, Pomilio porta la squadra dagli inferi del campionato di promozione fino ad un torneo di già buona importanza come quello di serie C. Lavorando duramente, con convinzione, Pomilio e i suoi collaboratori gettano le basi per un futuro eccezionale .
Questo primo slavo si chiama Ivo Bucevic. Un tecnico di grande valore: estroso, imprevedibile, fa della pallanuoto pescarese una piccola “potenza”, una squadra che inizia a cercarsi uno spazio tra la grande tradizione ligure e quella più fresca ma altrettanto grande dei club napoletani. Nascono qui i “successi del futuro”. Al termine della stagione 1974 la Libertas è promossa in serie B.Ora Gabriele Pomilio, che aveva mantenuta ben stretta, ancora per una volta, la calottina, decide davvero di smetterla.